Conoscere la Formazione Digitale con Silverline

Formazione Digitale: che cosa è davvero, che cosa serve per farla al meglio. Per ottenere risultati visibili nei comportamenti delle persone, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, di oggi e di domani. È stato pensando a questo che nei primi mesi del 2020 è nato Silverline, il percorso proprietario di APPrendere che accompagna L&D manager e professionisti lungo l’evoluzione verso la Formazione Digitale.

Un percorso che si propone esso stesso come esempio della nuova formazione.

È composto infatti da una serie di oggetti didattici fruibili sui canali più diversi a cui si aggiungono gli appuntamenti live per la condivisione, la discussione e gli approfondimenti tramite esercitazioni facilitate.

Possiamo dire che Silverline è la rappresentazione concreta della missione stessa di APPrendere: trasformare il modo di apprendere nelle organizzazioni. Perché non si tratta soltanto di conoscere l’ultimo tool digitale (che non è mai l’ultimo, perché ne spunta uno nuovo ogni settimana).

Si tratta di trasformare il modo di concepire la formazione, reinventarne la progettazione, rivoluzionarne la fruizione.

In Silverline un L&D manager può scoprire e valutare nuove possibilità di apprendimento per le sue persone, chiarire che cosa può cercare sul mercato e come valutare i fornitori. Ma anche che cosa può realizzare internamente ed esplorare il mondo delle tecnologie AI per l’apprendimento.

Un formatore professionista può scoprire come è cambiata la progettazione del training e come stimolare e ingaggiare i learner nel nuovo contesto di remote learning (un contesto che è qui per restare).

Come fare per partecipare? È molto semplice: basta cliccare qui per andare sulla pagina dedicata dove puoi trovare altro materiale informativo da scaricare, l’indicazione dei prezzi e il magico bottone con sopra scritto acquista.

Ti aspettiamo!

 

Quali sono i benefici di un LMS

Continua la nostra chiacchierata con Marco Spinelli, Director of Customer Experience di Docebo (trovi la prima puntata in questo post). Questa volta gli chiediamo di illustrarci quali sono i benefici che un LMS (Learning Management System) porta alle aziende da un lato e alle persone in formazione dall’altro.

Perché un’azienda dovrebbe dotarsi di un LMS? Che cosa ci guadagna?

Possono esserci vantaggi molto specifici in funzione del settore e dello scenario che il cliente vuole implementare. Se volessimo fare un discorso generale per capire quali sono i benefici principali di un LMS indipendentemente da questo, possiamo stilare un elenco come questo:

    • Riduzione dei costi di L&D: digitalizzazione completa o parziale dei corsi in aula (riduzione dei costi logistici per il training on site) e razionalizzazione/riutilizzo dei contenuti didattici.
    • Riduzione dei tempi di formazione per dipendenti, clienti e partner: la possibilità di formare le persone come, quando e dove si vuole riduce notevolmente i tempi di formazione per tutti gli studenti finali indipendentemente dal tipo di use case implementato. 
    • Automazione: la possibilità di automatizzare parzialmente le attività generalmente gestite lato L&D (Iscrizioni, reportistica, notifiche, etc.) permette di efficientare i processi portando a una riduzione del numero di persone necessarie per la gestione del progetto. 
    • Compliance: fare formazione prevede il rispetto di regole di compliance che è facile garantire utilizzando uno strumento come un LMS.
    • Tracciamento dei progressi dello studente: la possibilità di tracciare puntualmente i progressi degli studenti permette di capire quali sono gli skill gap principali delle persone. È così possibile mettere in atto politiche di Re-skilling o upskilling per coprire questi gap.
    • Scoperta di talenti: le funzionalità di Social learning permettono di far emergere i talenti nascosti all’interno dell’azienda.
    • Knowledge retention: possibilità di mantenere la conoscenza delle persone mediante strumenti di social learning. Si evita così di perdere un patrimonio informativo importante, specialmente quando risorse chiave decidono di lasciare l’azienda.
    • Misurazione dell’impatto della formazione: spendere tanto tempo nella costruzione di programmi di formazione complessi e non essere in grado di tracciare la loro efficacia è spesso un limite, che può essere superato con l’adozione di un LMS moderno.
E le persone? Un LMS serve solo per le aziende o migliora la vita anche ai learner?

Decisamente anche i learner ricevono parecchi benefici.  In breve:

    • Acquisizione di competenze richieste per la crescita professionale: un LMS fornisce la possibilità agli studenti di accedere a un catalogo formativo molto ampio, dando la possibilità di formarsi su aspetti interessanti per la propria crescita professionale indipendentemente dai contenuti spinti dal team di L&D .
    • Engagement: l’esperienza di uno studente all’interno di un LMS dovrebbe essere coinvolgente e stimolante. Una buona Learning Experience o strumenti di Gamification avanzati influiscono molto sulla percezione dello studente finale, con effetti positivi anche sui risultati ottenuti.
    • Riconoscimento dei propri talenti: le funzionalità di social learning aiutano lo studente a valorizzare i propri skill e renderli visibili agli occhi dell’azienda. Sempre più spesso la scoperta dei nuovi SME (Subject Matter Expert) arriva dall’utilizzo di questi sistemi e facilita il processo di scoperta dei nuovi talenti.

Per il momento, prima della terza e ultima puntata, vi lasciamo con queste check-list proposteci da Marco. In che modo potreste applicare tutto ciò alla vostra azienda? Che cosa cambierebbe in meglio, e quanto?

continua

adaptive learning

La crescita dell’adaptive learning

La testata specializzata e-Learning Journal ha riferito di recente alcune stime che assegnano grandi prospettive di crescita all’adaptive learning. Di tale metodologia abbiamo già parlato in questo post, dove abbiamo spiegato in che modo essa che trova nel digitale la possibilità di un’applicazione compiuta ed efficiente.

Ora anche i numeri rilevati dagli analisti sui mercati di tutto il mondo confermano che la formazione del futuro sarà sempre più “adaptive”.

Secondo la società di ricerche irlandese Research and Markets, il mercato globale dei software di adaptive learning crescerà dal valore di 1,9 miliardi di dollari del 2020 fino ai 5,3 miliardi nel 2025, con una crescita attesa del 22,7% annuo.

Gli analisti indiani di HTF prevedono addirittura un +31,7% nel 2021, mentre quelli di Research Fox parlano di +29,72% annuo fino al 2022. Cifre che indicano comunque una tendenza molto chiara: l’adaptive learning è destinato a crescere parecchio nei prossimi anni, e proprio oggi sta conoscendo un’impennata davvero significativa.

I punti di forza sottolineati da Research and Markets sono la possibilità di personalizzare i ritmi della formazione e quella di analizzare con precisione lo svolgimento effettivo del percorso. Invece HTF si sofferma sulle barriere d’ingresso – specie per i paesi in via di sviluppo – quali i costi della tecnologia e la necessità di avere un ambiente già alfabetizzato digitalmente.

L’ultima frontiera della formazione

Quella dell’adaptive learning è forse la frontiera più avanzata che il digitale ci permette di esplorare. Sono proprio le possibilità create dalle nuove tecnologie, infatti, che permettono la creazione di percorsi individuali personalizzati a livelli di precisione mai visti prima.

È come avere un istitutore personale, alla maniera degli aristocratici del passato, che però non dorme mai ed è presente sempre e ovunque. E che consente di apprendere davvero il 100% della materia.

Dal punto di vista dell’azienda, poi, il tracciamento preciso dell’attività consente di conoscere l’efficacia del corso e l’ingaggio delle persone. Un feedback prezioso per migliorare sempre più la progettazione e l’erogazione, aumentando la soddisfazione degli utenti e la resa dell’investimento.

authoring tools

Che cosa sono gli Authoring Tools

Realizzare Formazione Digitale è un lavoro di squadra: ci sono tanti specialisti diversi, che usano tanti strumenti diversi. Tra questi ultimi, un ruolo centrale lo ricoprono gli authoring tools. Con questo termine si indica i software applicativi e i servizi utilizzati per la creazione, la gestione e la pubblicazione del materiale didattico. 

L’offerta di authoring tools è molto vasta e vede soluzioni applicative eterogenee, che vanno dai semplici editor testuali a strumenti per la creazione di mappe cognitive. Comprende anche software di conversione tra diversi formati e validatori per standard di riferimento. 

Grazie a questi strumenti, gli Instructional Designer sono in grado di creare corsi composti da oggetti didattici che possono vantare le seguenti caratteristiche: 

  • compatibilità con gli standard: lo strumento produce dei Learning Object che sono conformi agli standard di e–learning e quindi compatibili con una vasta gamma di piattaforme; 
  • omogeneità visiva: il contenuto prodotto si adatta allo stile specifico di ciascuna delle diverse piattaforme su cui può essere fruito, mantenendone il look & feel; 
  • universalità: il contenuto può essere visualizzato pienamente su una vasta gamma di applicazioni e dispositivi, compresi i sistemi operativi e browser di bassa diffusione, nonché i devices emergenti quali PDA e smartphones; 
  • accessibilità: il tool deve fornire un supporto agli autori affinché siano in grado produrre contenuto accessibile secondo quanto indicato dagli standard e dalle normative nazionali. 

Un authoring tool consente una progettazione grafica di alto livello e l’utilizzo di elementi multimediali quali audio e video. Prevede la possibilità di inserire interazioni per aumentare il coinvolgimento attivo degli utenti e anche i Quiz per misurare il livello di apprendimento.

Ormai viviamo con il mondo in tasca e anche la formazione deve diventare mobile e potersi muovere con noi, ma questo non basta. Qualunque persona, con qualunque esigenza fisica o cognitiva differente, deve risultare autonoma nel proprio percorso, anche quando deve dipendere da tecnologie assistive (per esempio i lettori di schermo o i display Braille). Quello dell’accessibilità è un tema ben presente ai creatori di contenuti digitali. Nel nostro caso, coinvolge le piattaforme LMS, i contenuti, le attività di interazione. 

Concludendo, l’apprendimento digitale è un’esperienza multiforme, articolata e flessibile. Noi lavoriamo in modo che sia adattabile alle diverse esigenze e ai diversi contesti. 

Alla scoperta di Docebo

È nata in Italia ed oggi è un punto di riferimento mondiale: Docebo è partner di APPrendere fin dal (nostro) primo giorno, e in APPrendere siamo esperti di Docebo. Il rapporto è letteralmente quotidiano: scandagliamo nel profondo le esigenze dei nostri clienti alla ricerca della soluzione migliore per ciascuno di loro.

Interlocutore principale dei nostri tecnici è il team  guidato da Marco Spinelli, Director of Customer Experience di Docebo. Gli abbiamo chiesto di aiutarci a spiegare il valore del nostro comune lavoro a vantaggio dei clienti di APPrendere e ne è venuta fuori una chiacchierata densa di contenuti, che vi proporremo a puntate. Questa è la prima.

Che cosa fa in concreto il vostro team? 

Il team di Customer Experience aiuta il cliente a massimizzare il ROI del loro progetto formativo. Ci piace definirci come veri e proprio consulenti di formazione che lavorano proattivamente con i clienti in una logica di partnership. 

Le principali attività che svolgiamo con i clienti sono: 

  • Identificazione degli obiettivi del progetto e monitoraggio dei risultati ottenuti 
  • Identificazione di metriche precise che permettano di monitorare l’andamento del progetto 
  • Condivisione di best practice e spiegazione delle nuove funzionalità della piattaforma per guidare gli sviluppi futuri del progetto del cliente 
  • Incontri periodici per supportare il cliente nell’operatività quotidiana e guidarlo nelle scelte di implementazione
  • Quarterly Business Review: meeting strategici in cui coinvolgiamo i principali stakeholder del progetto per rivedere insieme gli obiettivi di progetto, le metriche/KPI relativi agli ultimi mesi, le prossime attività che vogliamo svolgere insieme e la roadmap di evoluzione del prodotto 
In che modo il vostro lavoro migliora l’esperienza del cliente?

Le nostre attività migliorano l’esperienza in quanto il cliente può sempre contare sul nostro supporto per qualsiasi scelta strategica o operativa relativa al suo progetto. Possiamo utilizzare il nostro bagaglio di esperienza per supportare il cliente nelle scelte chiave del progetto, fornendo esempi concreti relativi ad altri clienti.

In aggiunta, aiutiamo il cliente a ragionare a livello strategico, astraendosi dalle decisioni tattiche/tecniche per focalizzarsi sul valore di quello che si intende costruire.

 Quali sono le sfide più stimolanti che hai affrontato con un cliente?

Ce ne sarebbero molte da citare, provo a riassumerle per categorie: 

  • Digitalizzazione della formazione: clienti legati a una formazione classica onsite con cui abbiamo dovuto lavorare molto per fare comprendere i vantaggi di una formazione digitale e il cambio di paradigma.
  • Resistenza al cambiamento: clienti molto restii a provare nuove strade che hanno avuto bisogno di una spinta in più per raggiungere i risultati sperati.
  • Estensione geografica del progetto: clienti con cui siamo partiti con un progetto nazionale per poi estenderlo ad altre country/nazioni.
  • Estensione del progetto a più use-case: clienti con cui siamo partiti per un utilizzo puramente interno e con cui abbiamo lavorato per espandere il progetto verso l’esterno, cioè verso i loro partner o clienti.
  • Social Learning: clienti con cui abbiamo lavorato molto per stravolgere la logica classica della formazione formale (Admin che iscrive learner) per passare a una logica di social learning dove è lo studente stesso che contribuisce ad alimentare il patrimonio informativo dell’azienda.
Che cosa bolle in pentola per il futuro di Docebo?

Qui ci sarebbe molto da dire, Docebo è da sempre un’azienda molto attiva in ambito innovazione e novità in generale. Dal punto di vista tecnico ci stiamo muovendo a grandi passi verso il concetto di Suite di prodotto, nuovi prodotti verranno lanciati sul mercato a stretto giro per coprire le esigenze dei nostri clienti a 360°.

Continueremo a puntare sull’AI come elemento chiave per semplificare la vita ai superadmin e regalare un’esperienza migliore ai nostri studenti.

Dal punto di vista organizzativo ci stiamo espandendo in nuovi mercati (a livello geografico) e mi aspetto che il team continui a crescere con il ritmo attuale…. non posso aggiungere altro ma credo che ci saranno importanti novità in arrivo :-) 

continua

La Formazione Digitale in Estra

Prosegue il nostro viaggio nelle aziende che utilizzano la Formazione Digitale. Oggi parliamo con Laura Castagni e Marta Tarani, customer care e-learning specialists di Estra Energie, una società che fornisce gas ed energia elettrica.

Che cosa vi ha spinto a sperimentare la dimensione digitale?

Il punto di partenza è stata una questione di compliance: la necessità di attestare che i materiali messi a disposizione della forza vendita venissero fruiti regolarmente e adeguatamente. Abbiamo quindi creato un repository unico di informazioni e procedure che permettesse anche di tracciare tutte le attività in modo ordinato e affidabile.

Ci aspettavamo anche un ulteriore risultato: coinvolgere di più nella vita aziendale e aggiornare in tempo reale le centinaia di operatori sparsi su tutto il territorio nazionale.

Poi il progetto ha mostrato una propria forza ed è andato oltre gli intendimenti iniziali: la formazione in azienda ha conquistato un suo spazio autonomo ed è nata una funzione dedicata.

Quali altri benefici avete ottenuto?

La crescita di una vera community interna è forse il risultato di maggiore soddisfazione ottenuto finora.

È nato un modo nuovo di fare formazione ma anche di comunicare tra noi. Da un flusso unidirezionale di indicazioni destinate al front-end siamo passati alla condivisione tra le diverse aree aziendali. In particolare tra gli operatori a contatto con la clientela – con la loro expertise unica e trasversale – e gli esperti d’area con la loro conoscenza verticale delle singole tematiche.

Il materiale didattico è stato costruito con la collaborazione di operatori ed esperti d’area, il che ha attivato e responsabilizzato le persone, arricchito i contenuti e migliorato la comunicazione interna.

La community si è poi sviluppata grazie al forum presente nella piattaforma: si condividono dubbi e richieste, e si riceve il supporto dei colleghi. Nel tempo abbiamo assistito ad un aumento della partecipazione sul forum: le persone si sono abituate a esprimere le proprie idee, a far sentire la loro voce, e questa attivazione si trasmette anche ad altre situazioni quali sondaggi e attività sincrone.

Che cosa motiva le persone ad andare sul forum e rispondere al collega?

Inizialmente l’abitudine ad attendere le comunicazioni top-down ha prevalso, poi gradualmente si è attivato quanto appena detto. Oggi vediamo frasi di ringraziamento e repliche del tipo “contenta di essere stata utile”.

Crediamo che le persone trovino soddisfazione e gratificazione nel vedere il proprio contributo andare a buon fine.

Anche perché gli spunti più utili vengono raccolti e messi in pratica. Sono già diversi i colleghi che hanno ricevuto il distintivo creato per chi fornisce idee in grado di migliorare il lavoro di tutti.

Quali resistenze avete incontrato nel promuovere il digitale?

C’è stata un po’ di fatica iniziale per chi era poco avvezzo alla tecnologia, ma con la pratica queste difficoltà si sono affievolite.

Una parte del management era diffidente: le statistiche di utilizzo e di completamente dei corsi fornite dalla piattaforma ci aiutano a dimostrare con dati oggettivi l’efficacia dello strumento. 

Quali benefici avete tratto da Silverline, il percorso di APPrendere per l’evoluzione verso la Formazione Digitale?

Possiamo riassumerli in tre punti principali. Il primo è una trasformazione strutturale.

Non più lunghi discorsi su una sequenza di slide, ma corsi brevi e dove possibile interattivi. Questo ha fatto aumentare le nostre statistiche di completamento.

Il secondo punto riguarda la comunicazione: è cruciale saper comunicare bene il corso alle proprie persone, specie per l’asincrono, e in questo la pregressa esperienza di marketing che abbiamo entrambe ci è stata fondamentale.

Infine, l’utilizzo di strumenti per rendere interattiva e movimentata l’attività live. La stiamo esplorando proprio adesso, perché dopo un 2020 dedicato all’asincrono, nel 2021 il focus è potenziare le attività sincrone. 

Che cos’è un Training Management System

Efficienza e rapidità nell’amministrazione e nella logistica dei corsi: c’è anche questo tra i benefici della digitalizzazione. Ci è già capitato di parlare dei Learning Management System e sicuramente avremo modo di tornarci, vista la loro importanza. Questi sono sistemi focalizzati sulla creazione ed erogazione dei corsi e-learning, e non sono ottimizzati per la gestione delle aule.

Per quest’ultimo aspetto sono stati sviluppati sistemi di altro tipo, che hanno un nome simile ma una funzione totalmente differente: i Training Management System (TMS). Ne parleremo presto in un apposito webinar insieme al nostro partner Training Orchestra, ma nell’attesa possiamo cominciare a dare una prima occhiata per capire di che cosa si tratta.

In estrema sintesi, possiamo dire che, mentre un LMS serve a erogare i contenuti, un TMS è pensato per il back-office, cioè per l’amministrazione e la logistica. Esso aiuta le organizzazioni a ottimizzare il flusso dei processi di formazione in aule fisiche e virtuali, fornendo un modo più efficiente di gestire, tracciare e vendere le attività gestite da un trainer.

Un TMS fornisce supporto in attività quali stilare i calendari delle sessioni, assegnare i trainer e le risorse a ciascuna aula, rilevare i costi in modo analitico.

I due sistemi, TMS e LMS sono complementari tra di loro. Così, le organizzazioni che prevedono sia aule fisiche che strumenti digitali possono decidere di investire in entrambi i tipi di software.

Un Learning Management System nasce avendo in mente i fruitori dei corsi: serve a organizzare i contenuti, erogare il corso e tracciare i progressi compiuti.

Le funzioni di un TMS

Il Training Management System, invece, è disegnato sui bisogno degli amministratori della formazione, come training manager, società di formazione, responsabili di corporate academy, persone di HR, eccetera. Un TMS tipicamente si occupa dei processi di back-office, tra i quali per esempio:

  • Organizzazione della logistica e delle risorse.
  • Calendarizzazione del corso: aule virtuali, sessioni in presenza, eccetera.
  • Amministrazione automatizzata e centralizzazione dei dati.
  • Conferme di iscrizione, email di pro-memoria.
  • Creazione di reports e business intelligence.
  • Monitoraggio dei costi e della redditività, gestione e ottimizzazione del budget.
  • Gestione di ordini e fatture sull’intero ciclo di vendita, per società di formazione ed extended enterprise.

Avremo modo di approfondire in diretta le caratteristiche di un TMS e le sue differenze con un LMS durante il webinar previsto per il 23 giugno 2021. Presto pubblicheremo tutti i dettagli: restate connessi!

Complessità, leadership e apprendimento continuo

Recentemente ho avuto un appassionante incontro con un executive di una grande multinazionale, in cui abbiamo parlato a lungo della leadership. E in particolare di quanto sia difficile “essere leader” quando sei costantemente immerso nell’ambiguità e nella complessità. Quando devi prendere decisioni velocemente senza riuscire a definire con sufficiente precisione gli impatti che questa produrrà.

La complessità dell’ambiente e delle organizzazioni sembra diventare stritolante: ci sentiamo sempre più soli di fronte alla crescente frustrazione derivante dall’incapacità di governare una realtà cangiante.

Il gioco dell’ipercomplessità nelle organizzazioni

Il sociologo tedesco Niklas Luhmann ha ben descritto questa situazione parlando di ipercomplessità: qualsiasi cosa nella società postmoderna (o società liquida per dirla con Zigmunt Bauman, un altro sociologo) può essere descritta e organizzata in una serie tendenzialmente infinita di modi.

Per comprendere velocemente la realtà cerchiamo di semplificare la sua complessità mediante un processo di riduzione degli elementi che la compongono. È il modo che abbiamo appreso per gestire l’enorme massa di informazioni nella quale siamo costantemente immersi, selezionando cosa ci sembra rilevante (o noto) e ciò che non lo è.

Quando descriviamo la realtà comunicando, partiamo dalla semplificazione che ne abbiamo fatto, la quale a sua volta viene semplificata dal ricevente. Si innesca così un processo ricorsivo che genera l’ipercomplessità. Il risultato è che, in termini organizzativi e sociali, una definizione precisa, una comprensione piena e libera dalle ambiguità diventa impossibile. Tutto può essere interpretato in un numero praticamente infinito di modi.

Leadership e complessità

Le tradizioni (a questo servono) hanno offerto una chiave di lettura per l’interpretazione degli eventi, fornendo un significato condiviso che semplifica la relazione e “libera” l’individuo dal dover decidere autonomamente.

Nella società liquida questa protezione psicologica si dissolve: le organizzazioni hanno fame di significati che possano interpretare una realtà così difficile da comprendere, significati da condividere.

 

Non è più applicabile il “si è sempre fatto così!”, non basta più ed è evidente. Ciò che facevamo, gli approcci e gli strumenti utilizzati solo pochi anni fa, non sono più adeguati alla nuova realtà. Lo stesso concetto di cambiamento modifica il suo significato divenendo un movimento di trasformazione senza fine.

Lo sviluppo della leadership dell’ipercomplessità

Essere leader dell’ipercomplessità significa sviluppare una nuova competenza: essere capaci di osservare la propria attitudine manageriale come se la guardassimo dall’alto. Nell’era postmoderna cresce la necessità di una leadership riflessiva, in grado di affiancare alle capacità realizzative l’attitudine all’osservazione della propria azione e dei risultati che questa offre.

Nella complessità non esistono soluzioni certe.

Come Luhmann suggerisce, nell’ipercomplessità è necessario un adattamento continuo che è possibile solo riuscendo ad apprendere senza sosta dalle proprie azioni (anche dagli errori) e da tutte le fonti possibili.

La formazione digitale diventa per questo uno strumento indispensabile e imprescindibile per offrire ai leader, e non solo, gli strumenti per continuare ad apprendere e a condividere intuizioni ed esperienze, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo dell’intero ecosistema organizzativo.

Adaptive Learning

Adaptive learning: come funziona, e perché

Non ho tempo, c’è sempre molto lavoro da fare”: è una delle obiezioni più ricorrenti avanzate dalle persone in azienda (a tutti i livelli) di fronte alla prospettiva di un corso di formazione. Oltre alla percezione di non avere tempo, ad ostacolare una partecipazione fruttuosa alle attività formative c’è anche la carenza di spazio mentale, cioè di attenzione e concentrazione, e pure la mancanza di una motivazione sufficiente.

Spesso ci si mette anche la noia, dovuta al fatto che una parte dei contenuti – magari la maggior parte di essi – è già nota, appresa in corsi precedenti o direttamente dall’esperienza sul campo. 

Si può ribadire quanto si vuole che aumentare le proprie conoscenze e competenze è parte integrante dell’attività lavorativa, specie in questa “economia della conoscenza”. Se in teoria siamo tutti d’accordo, nella pratica la pressione quotidiana dei problemi da risolvere e degli obiettivi da raggiungere ha quasi sempre la meglio.

Si direbbe insomma che l’intoppo non stia tanto nel cosa, cioè nell’importanza della formazione, quanto piuttosto nel come fare in modo che essa trovi un’attuazione pratica.

Questo “come” si regge su (almeno) due pilastri: come apprendono gli adulti e come usare al meglio la tecnologia digitale.

I quali, non per caso, sono i punti di riferimento di Apprendere. 

È proprio grazie alle caratteristiche uniche del digitale che oggi siamo in grado di sfruttare al meglio ciò che già conosciamo sul modo in cui le persone apprendono. I software di adaptive learning (come quelli dei nostri partner) erogano a ciascun individuo i contenuti più adatti alle sue conoscenze, senza annoiarlo con ciò che già sa e senza frustrarlo con ciò che ancora è troppo avanzato per lui.

Ma c’è di più. I programmi di adaptive learning sono organizzati in modo da rinforzare il primo apprendimento utilizzando con precisione meccanismi come l’interleaving e lo spacing effect, proponendo cioè i contenuti con l’alternanza e con la cadenza temporale ottimali per la definitiva memorizzazione e interiorizzazione della materia.

Ma come la mettiamo con il fatto che “non c’è tempo”? Qui entra in azione il microlearning: il contenuto viene confezionato in “nuclei” brevi, focalizzati e rilevanti, che possono essere fruiti nel giro di 2 o 3 minuti ciascuno. La persona può scegliere il momento più adatto per dedicarvisi, e 3 minuti dentro il flusso delle incombenze quotidiane li si trovano sicuramente. Fino a diventare una piacevole e gradita abitudine. 

Ecco quindi che questa metodologia, grazie alle possibilità inedite offerte dalle nuove tecnologie, agisce sulle criticità più comuni: tempo, motivazione, assimilazione effettiva dei contenuti, misurazione del completamento e dell’efficacia della formazione.

L’adaptive learning, combinato con i meccanismi del micro learning, è forse la frontiera in questo momento più innovativa e interessante della formazione digitale. È una delle risorse principali su cui fa affidamento APPrendere per trasformare il modo di apprendere nelle organizzazioni.

Come è fatta una Digital Academy

La Formazione Digitale può assumere molte forme e usare strumenti differenti, ma la “sede” naturale di una digital academy aziendale è un Learning Management System, più noto con la sua sigla LMS. Si tratta di una piattaforma online che ospita tutto quanto serve per l’erogazione e la gestione dell’attività formativa.

Uno strumento completo che può trasformare in modo significativo la performance delle persone in azienda, dei partner e dei clienti.

Multimediale e multicanale

Dentro un LMS è possibile creare percorsi sia verticali, per diventare esperti di una determinata materia, sia orizzontali, se si tratta di approfondire tematiche al di fuori del ruolo specifico o inerenti le soft skills. Si possono anche organizzare cataloghi di consultazione di materiali o canali tematici. Ed è possibile avere corsi indirizzati anche ai partner e ai clienti, per supportare l’utilizzo dei prodotti o dei servizi e rinforzare i vantaggi della collaborazione.

Gli oggetti didattici e i materiali possono essere di qualunque formato: documenti di testo, immagini, file audio, filmati, moduli interattivi… Questa varietà è un elemento fondamentale di efficacia, permettendo a tutti di seguire la propria modalità preferita. Ciascuno infatti apprende in modo diverso: c’è chi preferisce leggere un testo scritto e chi invece è maggiormente predisposto ad assimilare i contenuti ascoltandoli o attraverso altre attività ancora. 

Analogamente, è possibile mettere in condizione le persone di fruire dei corsi nei tempi e momenti per ciascuno più adatti: un LMS infatti funziona su ogni dispositivo, dal computer al tablet allo smartphone.

Collaborare e condividere

Altrettanto importante è la possibilità di interazione tra gli utenti: in un LMS tutti gli iscritti possono caricare materiali che possano interessare i colleghi, nonché partecipare a forum di discussione. “Dettaglio” tutt’altro che trascurabile: il ruolo della condivisione della conoscenza (knowledge sharing) e dell’apprendimento reciproco tra colleghi (peer learning) è decisivo per la costruzione di una formazione efficace. Cioè una formazione che conduca direttamente al fare, all’acquisizione di comportamenti nuovi e di performance migliori.

Tutti questi elementi fanno inoltre aumentare l’engagement delle persone, ingrediente irrinunciabile nell’ambiente digitale. 

Integrare e certificare

Un LMS consente anche di tenere traccia di tutti i momenti della formazione: attesta quando un utente si è collegato, quali materiali ha utilizzato e quali no e quindi se ha completato un certo ciclo di formazione oppure non ancora. Rende così possibile l’attestazione formale della formazione, cioè l’utilizzo del digitale anche per quei corsi obbligatori che devono essere certificati.

Infine, da sottolineare anche che è possibile, volendo, integrare l’LMS nei sistemi aziendali, in modo che l’utente abbia a disposizione la digital academy senza dover accedere ad un ambiente diverso da quello che usa per il suo lavoro. Ciò significa anche fare in modo che il sistema che gestisce la formazione può dialogare automaticamente con i sistemi di gestione dell’azienda, ma di questo parleremo in un altro post.

ha collaborato Simona Simionato